
Una donna sola, malinconica, visionaria, ripercorre con le parole situazioni personali, sospese in un'atmosfera per lei stessa indecifrabile, di realtà o pura invenzione. A tratti la donna ricorda di avere un altro ruolo, forse ancora una visione, nel quale impersona/incarna Ecuba, urlante il suo dolore tra le fiamme che devastano Troia.
In una continua e doppia dissociazione dell'essere, prestando il proprio corpo allo spirito estremamente sconvolto della moglie di Priamo, la donna viaggia a forte velocità verso la completa solitudine, nella quale solo le sue invenzioni e le ossessioni di Ecuba troveranno vita.
Ambiente, luci, echi acustici e mnemonici, interpretazione, contribuiscono a far risaltare la suggestione e il lirismo della tragedia euripidea; musiche, oggetti e verbalizzazioni contemporanee richiamano al mondo della coscienza le impronte indelebili del classico e del mito che fortunatamente tracciano l'anima nelle nostre frammentazioni e solitudini metropolitane.
testo Lelio Lecis
con Tiziana Martucci
regia Lelio Lecis
musiche Marco Nateri
spazio scenico Valentina Enna
costumi Marco Nateri
assistente regia Julia Pirchl
assistente costumi e sartoria Chiara Spada
direzione tecnica Lele Dentoni
tecnico Roberto Lamonica e Nicola Pisano
responsabile di produzione Julia Pirchl
Una produzione Akroama TLS
Durata 45'