
“Voci voci voci. Il mondo è gremito di voci. Ma noi udiamo solo le voci prevalenti, quelle di chi grida più forte.”
Bisogna imparare ad udirla, questa massa di voci senza suono, senza espressione.
Due donne, la cui parola soffocata comincia dentro le pieghe urbane, nello stridio grigio della città. Due donne del sottosuolo (donne che odono i brusii dei topi), due donne che la città coinvolge e sfrutta con tutto il massacro del suo disprezzo, emargina con la forza del frastuono, rinchiudendole, mentre continua a scorrere indifferente, in destini isolati, destini-trappola.
L’una e l’altra, la casalinga e la prostituta, chiusa ciascuna dentro un ghetto senza uscita (che è tutta la vita a loro concessa), qui diventano personaggi di se stesse e di tutti i personaggi che evocano.
In scena due attrici, Marta Proietti Orzella e Agnese Fois, si alternano in un passo a due di voci a evocare due donne che confessano il fallimento della propria vita.
L’elemento acustico è preponderante e restituisce ai rumori del quotidiano una dimensione poetica, ritmica, che fa da sottosuolo ai monologhi, ai momenti testuali e alle canzoni, che spaziano di un repertorio variegato, tra canti popolari femminili.
di e con Marta Proietti Orzella e Agnese Fois
regia Marta Proietti Orzella e Agnese Fois
Una produzione Il Crogiuolo
Durata 50'