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PINOCCHIO… STORIA DI UN BURATTINO

Pinocchio2

Da un progetto artistico di lenta maturazione nasce lo spettacolo “ Pinocchio …storia di un burattino”.
Come un “monello” dei nostri giorni Pinocchio è circondato da figure positive e negative che ne condizionano la vita e le avventure… personaggi nati apposta per il teatro, uno studio di caratteri che rappresentano per ogni attore un banco di prova interessante e stimolante.
Un burattino, un naso lungo lungo, un cumulo di bugie e di ingenuità che ci riportano al nostro essere bambini, alla nostra voglia di giocare e conoscere la vita.
Pinocchio è un burattino, è un bambino, è un giovane, è un vecchio o forse è un saggio che come tutti noi vuole curiosare dentro i meandri del mondo e nel mondo essere protagonista anche se… le orecchie d’asino sono sempre lì pronte a farsi indossare volentieri…
Uno spettacolo leggero ed agile in cui gli attori giocano dentro e fuori i personaggi racchiusi dentro un libro animato.

 

da Carlo Collodi

Testo di Aldo Sicurella

con: Roberta Lippi, Barbara Caddeo, Claudia Tronci, Danilo Salis

Voce recitante Aldo Sicurella

Musiche originali Ivo Zoncu

Fonica e luci Nicola Pisano

Costumi Adriana Solinas

Maschere - Pupazzi Erik Mura - Rita Xaxa

Scenografia – decori Danilo Salis – Piera Fadda

Aiuto regia Luisa Puggioni

Regia Aldo Sicurella

 

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore
Fascia d'età: 6/10 anni
Durata: 80'
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Foto di scena

LO SCHICCIANOCI

Lo schiaccianoci4

E’ la notte di Natale, si aprono i doni e . . . sorpresa!! Dalle scatole infiocchettate vengono fuori Arlecchino, Colombina ed un buffo Schiaccianoci di legno. Clara ed il suo fratellino giocano un po’ ma si è fatto tardi ed è l’ora di andare a dormire. Però come si fa a dormire con dei pupazzi così belli da far danzare? Eppure il sonno arriva e la bambina Clara si addormenta. Nel sonno i suoi pupazzi diventano grandi e si animano, il buffo Schiaccianoci ribattezzato da Clara “Tanti Denti ” diventa il principe eroico che sconfigge la malefica Regina dei Topi e con il quale Clara si sposerà.

La fiaba dello Schiaccianoci, che fa da sfondo alla creazione di un balletto famosissimo nato proprio per i bambini, è qui ripresa in una forma meno complessa. Il teatro d’attore, la danza e la pantomima si intrecciano in un gioco teatrale delicato e magico.

 

Liberamente tratto dal racconto di A. Dumas per la composizione di Tchaikovsky

di Aldo Sicurella

con: Maria Paola Cordella, Danilo Salis, Barbara Caddeo, Roberta Lippi

Movimenti coreografici di Claudia Tronci

Musiche di Tchaikovsky

Decori di Danilo Salis

Regia di Aldo Sicurella

 
Tecnica utilizzata: Teatro d'attore, pantomima, movimenti coreografici
Fascia d'età: 4/10 anni
Durata: 50'
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Foto di scena
 

DON CHISCIOTTE… un errante contro i mulini a vento

Don Chisciotte

Don Chisciotte, gentiluomo di campagna oppresso da una vita oziosa e monotona, si rifugia nella lettura di romanzi cavallereschi che lo suggestionano a tal punto da fargli desiderare di rinnovare le gesta degli antichi cavalieri.
Con il nome di Don Chisciotte della Mancia, parte all’avventura dedicando le sue imprese alla dama del suo cuore. Don Chisciotte vive nel suo mondo di illusioni e sogna di un mondo a lui scomparso, ove prevalgono senso dell’amore ed eroismo. Fin qui Cervantes ma, non molto lontano dall’autore questa versione teatrale del romanzo cavalleresco, si sofferma sul bisogno del protagonista di dare un senso alla sua vita attraverso la difesa degli oppressi e la lotta contro le ingiustizie. In una società come quella odierna, dove spesso tali battaglie vengono perse, Don Chisciotte è “il matto da legare” e le sue gesta, frutto di una fantasia malata da assecondare perché esplosiva ma da isolare perché fuori dalla normalità.
I personaggi che lo circondano fanno parte della realtà a lui sconosciuta ma entrano nel suo mondo visionario sostenendo il gioco avventuroso e quasi perdendosi in esso.

 

liberamente ispirato al romanzo di Miguel Cervantes

di Aldo Sicurella

Con: Aldo Sicurella, Barbara Caddeo, Roberta Lippi, Alessandro Melis, Monica Pisano, Danilo Salis

Fisarmonica, oboe e cornamusa: Loredana Sanna

Costumi Adriana Solinas

Scenotecnica Antonio Figus

Scenografia Danilo Salis

Fonica e luci Nicola Pisano

Regia Aldo Sicurella

 

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore
Fascia d'età: 11/18 anni - Serale
Durata: 80'
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Foto di scena

MULAN

Mulan

 

Lo spettacolo prende le mosse da una antica storia cinese che narra delle avventure di una giovane di nome Mulan che finge di essere un ragazzo per potersi arruolare nell’esercito dell’imperatore al posto del proprio padre malato e che grazie alle sue gesta coraggiose diverrà un’eroina nazionale. La storia è a tratti narrata da un viaggiatore con problemi di memoria, una specie di Marco Polo, che guida lo spettatore alla scoperta del mondo affascinante d’oriente e dei protagonisti della fiaba di Mulan.
Rispetto al racconto originale si è scelto di mettere in scena soprattutto il viaggio di un’adolescente alla scoperta del mondo. La guerra diviene cioè un pretesto per parlare di un percorso di vita. Nel suo cammino Mulan dovrà affrontare e superare varie difficoltà che la metteranno continuamente alla prova durante il suo viaggio verso il campo di battaglia. Incontrerà il vento, un leone, alcuni nemici e verrà ferita. Tutte queste esperienze la renderanno forte, sicura e sempre più consapevole della propria condizione.
Il lieto fine, come nella maggior parte delle fiabe orientali, non è dato dal raggiungimento di un obiettivo ma dall’aver posto delle basi per la realizzazione dei propri desideri.
Il linguaggio dello spettacolo è quello teatrale e dell’arte marziale, precisamente del Kung Fu, di cui si è cercato un utilizzo e una trasposizione finalizzati al racconto.
Si tratta di codici espressivi che rimandano ad un immaginario lontano, ma che sono talmente evocativi da caricarsi di significati universali. La semplificazione operata nella traduzione dei simbolismi orientali - al limite dell’astrazione - offre allo spettatore le informazioni necessarie per comprendere la storia e allo stesso tempo gli consente di immaginare quello che non è rappresentato.

Finalista PREMIO SCENARIO infanzia 2006

 

Con: Luana Maoddi, Ulisse Badas, Tiziano Polese

Coreografie marziali Ulisse Badas

costumi Salvatore Aresu

scenografia Davide Mura

video Emanuela Cau

luci Nicola Pisano

regia Rosalba Piras

una produzione Teatro Instabile - ABACO Ass. per le Arti

 

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore e arti marziali
Fascia d'età: 3/10 anni
Durata: 60'
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MINUZIA E FIOREDORO

Minuzia e Fioredoro

 

Siamo in due regni confinanti. Quello di Minuzia principessa orfana, convinta della sua capacità di governare a 13 anni, dedita ad applicarsi nell'individuare cose inutili. “Si racconta che l'abitudine di fare regali e regalini sia nata per soddisfare le richieste di Minuzia”, affiancata per il suo governo da tale Minardenna una fata parziale, parziale intesa proprio come fata di parte, capace di analizzare le cose in una sola ottica, quella sua. L'altro regno è quello del re Fioredoro, cresciuto dalla regina madre con la perfetta educazione che si addice ad un re. Affianca il re come consigliere una formica che l'ha visto crescere e, nonostante la sua saggezza, Fioredoro non muove un passo se prima non si è consigliato con la formica. Accade che i ragazzi crescono e mentre Minuzia si preoccupa dei colori delle divise del suo esercito affinché siano ben combinati, i regni vicini, in aria di espansione, pensano di attaccare il regno della principessa ed impadronirsene. Ora Fioredoro, che da buon re è sempre informato di quanto gli accade intorno, pensa che sia giusto ed indispensabile correre in aiuto della sua vicina. E così, dopo essersi consigliato con la formica che lo istruisce sul da farsi, si lancia in aiuto di Minuzia per dissipare la rivolta. E’ così che i due si conoscono e dopo che Fioredoro riesce nella sua impresa… come in tutte le fiabe che sui rispettano i due si innamorano e i loro regni si uniscono formando un unico grande reame governato, si spera, con saggezza.

La fiaba scritta nel '700, nasce dalla mente geniale del Conte de Caylus. Egli si diverte nel giocare con le manie umane, dalla frivolezza di Minuzia, alla meticolosa osservanza delle direttive e a volte poco sveglia pignoleria di Fioredoro. Tra consigli di parte di Minardenna, la fata parziale, e la saggezza e pazienza della formica, una fata che affianca il re e che non a caso è formica, paziente e laboriosa, sempre tesa al benessere della comunità, il racconto si snoda mettendo in evidenza come le manie e i vizi possono essere nocivi a se stessi e, se si gestisce un potere, alla collettività. La capacità di riconoscere le proprie manie e il buon uso dell’intelligenza vengono proposte al giovane spettatore come soluzioni ai disastri di Minuzia e Fioredoro.

 

Liberamente ispirato alla favola del Conte de Caylus

di Roberto Morra

con: Eliana Carboni, Stefano Dionisi, Emanuele Floris

regia di Iodice Stella

 

Tecnica utilizzata: Teatro d'attore
Fascia d'età: 3/10 anni
Durata: 55'
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